Stambecchi nel territorio d'Albris (Foto: D. Kronenberg)Stambecchi nel territorio d'Albris (Foto: D. Kronenberg)
Marmotte, mamma e figlio (Foto: Martin Schmutz)Marmotte, mamma e figlio (Foto: Martin Schmutz)
Stambecchi nel territorio d'Albris (Foto: D. Kronenberg)Stambecchi nel territorio d'Albris (Foto: D. Kronenberg)
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Animali delle Alpi

Pontresina e gli stambecchi

E' il re delle montagne, forte e fiero. Lo stambecco è il simbolo delle Alpi e di Pontresina. Ma non è sempre stato così. Verso la fine del XVIII secolo, questo nobile animale scomparve gradualmente dall'arco alpino europeo. Gli unici stambecchi rimasti si trovavano nella riserva reale di caccia del Gran Paradio, in Val d'Aosta. L'uomo aveva sterminato gli stambecchi.

Stambecco sopra Pontresina (Foto: Susanne Bonaca)
Stambecco sopra Pontresina (Foto: Susanne Bonaca)

Nel 1906 fecero ritorno in Svizzera i primi stambecchi: I bracconieri, per incarico di stimate personalità svizzere, portarono a San Gallo capretti illegalmente catturati in Val d'Aosta. Questo fu l'inizio del nuovo e ben riuscito insediamento di una grande specie di mammifero quasi totalmente sterminata all'interno della sua zona d'origine. Nel 2006, esattamente 100 anni dopo il reinsediamento, a Pontresina e in altre zone, vennero catturati alcuni stambecchi e "restituiti" agli italiani. Il regalo era da intendersi come una riparazione in via simbolica per gli stambecchi che la Svizzera, sostenuta dalle autorità federali, ha sottratto illegalmente all'Italia nell’arco di 50 anni.

 

Oggi, nel territorio d'Albris, in Val Languard, vive la più grossa colonia di stambecchi selvatici della Svizzera (circa 1660 esemplari). In primavera, lo stambecco selvatico scende verso valle, persino fino all'interno del villaggio, ed è possibile osservarlo e ammirarlo senza alcuna difficoltà.

 

Lo stambecco delle Alpi appartiene alla famiglia delle capre. Il maschio può arrivare a pesare anche 100 kg e ha corna curve e imponenti lunghe fino a un metro. La femmina invece arriva a un peso massimo di 40 kg e possiede corna molto più piccole. Sulle Alpi, dicembre e gennaio sono i mesi di riproduzione. I cuccioli nascono in maggio o in giugno.

Cervo nobile

Dalla scomparsa dell'orso bruno dai nostri boschi, il mammifero più grande che vive qui è il cervo nobile. Questo animale imponente ha corna impressionanti ed è perfettamente adattato alle condizioni d’alta quota. Nel 1850 circa, il cervo nobile era stato quasi completamente sterminato, oggi popola nuovamente gran parte dei boschi di montagna.

Le cerve si incontrano prevalentemente in branchi formati da caprioli e giovani animali nati l'anno precedente. I cervi nobili, fatta eccezione per il periodo della fregola, vivono in branchi composti di soli maschi. Le corna del maschio sono armi per impressionare e da battaglia. Le corna spuntano al secondo anno di vita e sono permanenti.

 

Particolarmente interessante è il periodo della fregola, che dura da metà settembre fino alla metà di ottobre: uno spettacolo davvero unico. I maschi sono attivi soprattutto durante il crepuscolo e di notte. E' possibile osservare fregola e accoppiamento anche di giorno, ma solo in territori dove questi animali sono poco disturbati. Il Parco Nazionale Svizzero organizza escursioni guidate in Val Trupchun, arena alpina dei cervi.

 

Link per escursioni guidate all'interno del Parco Nazionale:

Opens external link in new windowwww.nationalpark.ch

 

Marmotte

La marmotta alpina si trova sui pascoli alpini e sulle lande subalpine. Per proteggersi dai nemici nelle zone scarsamente coperte, le marmotte costruiscono le loro tane. In caso di pericolo scompaiono fulminee all’interno del rifugio, avvertendo i compagni tramite un fischio. Le marmotte vivono in famiglie una vicino all’altra formando una colonia che resta unita per anni. Alla fine di settembre, si ritirano nelle tane invernali ben imbottite e vanno in letargo.

Bambini osservano le marmotte (Foto: Martin Schmutz)
Bambini osservano le marmotte (Foto: Martin Schmutz)

Gipeto barbuto

Sulle Alpi, il gipeto barbuto è stato sterminato nel XIX secolo. Questo uccello, un tempo erroneamente famoso come animale da preda e "avvoltoio degli agnelli", in realtà si nutre di carogne e ossa. La sua apertura alare raggiunge i tre metri circa.

Dal 1986, nell' ambito di un progetto internazionale, i gipeti barbuti sono stati reintrodotti sulle Alpi e, nel 1991, per la prima volta, anche all'interno del Parco Nazionale. Finora, all'interno della regione dell'Engadina/Parco Nazionale/Stilfserjoch, sono nati da covata naturale 30 gipeti barbuti.

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