Punt ota veglia

Chi costruì il ponte?
Vi trovate tra due ponti: quello nella parte inferiore, il Punt ota veglia, ha dato il nome a Pontresina/Puntraschigna e ha almeno 300 anni, come lo testimonia un’iscrizione. Tuttavia, un ponte doveva trovarsi qui da molto più tempo. Nell’Alto Medioevo, i signori di «Ponte Saracino» erano una potente famiglia in Alta Engadina che, dal 1139 al 1244, dirigeva la cancelleria nella valle, prima di doverla cedere ai Planta di Zuoz. Non è chiaro da dove provenga il nome «Saracino». Ha forse a che fare con i Saraceni, come molti credono? Sono effettivamente stati dei guerrieri musulmani a costruire il primo ponte presso Pontresina? Probabilmente no.


Pontresina – un regalo per la salvezza delle anime
L’origine storica di Pontresina risale al XII secolo. Come quasi tutti i villaggi dell’Alta Engadina, anche «ad Pontem Sarasinam» è citato nei documenti dei Gammertingen del 1137 e 1139. I conti di Gammertingen vendettero i loro possedimenti alla chiesa episcopale di Coira, tra cui le aree tra il lago di Silvaplana e S-chanf, tra il Lago Bianco sul Bernina e il lago di Palpuogna nella valle dell’Albula. I 1000 marchi d’argento e le 60 once d’oro ricevuti erano un affarone. È interessante notare che le terre presso Pontresina non furono vendute al vescovo, ma regalate: per la salvezza delle anime di questa nobile famiglia sveva.

Il ponte alto
Altri documenti risalenti al Medioevo menzionano i nomi «de Ponte Saracino» (1303) e «Puntrischign» (1325). Il primo riferimento scritto all’attuale nome di Pontresina risale al 1552. L’altero ponte che attraversa la gola del torrente ha dato il nome al luogo e allo stemma. Oggi è conosciuto col nome di Punt ota veglia (il vecchio ponte alto). Può essere attraversato a piedi o in bicicletta, ad esempio per raggiungere il parco avventura o il pump track Cuntschett. D’inverno, lo storico ponte conduce direttamente alle piste da fondo.


Una teoria sulla resina
È evidente che «Pont» e «Punt» significhino ponte. Domanda intrigante: da dove provengono le desinenze «-resina» e «-raschigna»? Secondo la tradizione orale, un’interpretazione potrebbe essere legata al vicino bosco che forniva la resina (rescha in romancio), utile all’impermeabilizzazione delle imbarcazioni. Sebbene i toponimi traggano spesso origine da nomi correlati con il paesaggio, per Pontresina/Puntraschigna è improbabile. Mancano infatti le definizioni scritte riferite a un God da la rescha (bosco di alberi resinosi) o a un Punt raschigna (ponte della resina).


Ponte dei saraceni?
Pontresina viene spesso collegata ai saraceni. Si crede che questi guerrieri provenienti dal Nord Africa abbiano regnato nella torre Spaniola ed eretto il ponte sopra il torrente del Bernina. Può essere? Il nome documentato «Ponte Saracino» suggerisce comunque un legame. Che i saraceni siano stati a Pontresina rimane tuttavia una questione aperta. Le cronistorie riportano che, dal 940, attaccarono più volte la sede episcopale di Coira e devastarono l’abbazia di Disentis. Arrivarono fino a San Gallo e compivano frequenti saccheggiamenti nel Vallese. Condussero le loro razzie da postazioni sul Lucomagno e Sempione, mentre la loro base principale era a Saint-Tropez, da dove vennero cacciati nel 974.
Sembra piuttosto improbabile che questi saraceni abbiano costruito un ponte a Pontresina. Infatti, erano famosi per essere dei devastatori e saccheggiatori e non dei costruttori edili. La torre Spaniola, ubicata sopra il villaggio, fu costruita solo nel 1200, molto dopo le incursioni saracene.

Un costruttore di ponti sconosciuto
Ma da dove proviene la denominazione «Saracino» mantenutasi fino ad oggi a Pontresina, sia nel nome del villaggio sia nel noto cognome Saratz? La denominazione è legata solo indirettamente ai saraceni descritti sopra. Infatti, nel Medioevo, i nomi «Sarracenus» e le sue diverse varianti venivano usate oltremisura e non solo per i musulmani, ma per tutti coloro che apparivano forestieri o erano di carnagione più scura. È quindi probabile che il primo ponte sulla gola del torrente venne costruito da un «Saraschin» o «Saracinus». Da qui nacque il nome «Punt-Saraschin».
Il mistero rimane
Questa derivazione è supportata dal fatto che il nome del costruttore è riportato anche nei nomi di altri ponti, come ad esempio in quello di Tardis presso Landquart. Che sia proprio stato così? Non lo sappiamo. Il toponimo di Pontresina/Puntraschigna rimane enigmatico. Forse ha a che fare con il grano saraceno, la cui coltivazione vanta una lunga storia nelle vicine Valposchiavo e Valtellina.

Gola del Torrente Ova da Bernina
Indietro